In un impianto di riscaldamento tradizionale la pompa di circolazione della caldaia spinge l’acqua nel collettore a circa 70° C. Da qui viene distribuita nei vari ambienti tramite le tubazioni. Nei termosifoni la temperatura dell’acqua deve essere di solito superiore ai 50° C.

Il termosifone, sia negli impianti tradizionali sia in quelli a condensazione, è dotato di due valvole:

  • la valvola termostatica che è posta all’ingresso del calorifero e che, grazie ad una regolazione manuale, permette di gestire la portata dell’acqua in ingresso,
  • il detentore che è posto all’uscita del calorifero (generalmente in basso) e che regola la velocità dell’acqua nel termosifone.

Vi è, inoltre, lo sfiato che è una valvolina che permette l’eliminazione dell’aria che si è accumulata nel termosifone.

Una caldaia tradizionale disperde nel camino una parte del calore prodotto dai fumi della combustione.

Una caldaia a condensazione, invece, recupera e sfrutta anche questa energia.

I fumi che si disperdono da una caldaia tradizionale hanno una temperatura di oltre 100° C, quelli che escono da una caldaia a condensazione hanno una temperatura attorno ai 60° C.

Le caldaie a condensazione utilizzano sia il calore creato dalla combustione sia quello contenuto nel vapore acqueo presente nei gas di scarico. Questi vengono raffreddati fino al punto di condensazione e il calore ricavato viene passato all’acqua della caldaia.

I vantaggi di una caldaia a condensazione sono i seguenti:

  • ridotte emissioni di anidride carbonica e, quindi, minor impatto sull’effetto serra,
  • risparmio energetico perché non ci sono sprechi di combustibile e tutto il calore possibile viene utilizzato,
  • maggior durata di vita della caldaia.